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31 agosto 2008

Nick Cave and the beed seeds: quando il lorciume diventa poesia



Una raccolta doppia di successi, ascoltata qualche volta e poi messa da parte per chissà quanto tempo...Questo era stato il mio approccio al grande Nick Cave.
Poi un giorno ho preso un album per caso (a 5 euro e 90!) e ho fatto girare i brani....Si tratta di Kicking against the pricks , un album fato di cover, molto ascoltabile e con alcune perle assolute come le cover di Hey Joe di Hendrix e quella di All Tomorrow Partie's dei Velvet Underground.
Sebbene non si tratta del miglior album del Re Inchiostro e dei suoi fedeli Bad Seeds, l'essenza di quella musica mi colpive molto: tormentata, notturna, epica, un suono spesso sporco, lorcio, fatto di lampi in una stele nera...Quell'album mi ha spalancato le porte sull'universo di Nick Cave: quando il lorciume diventa poesia, quando la canzone puo diventare epica senza alcuna retorica.
Non c'è ricerca della forma , non c'è una sola virgola banale o scontata in questa musica, e poi la sua voce..be mamma mia che brividi....in un mondo (quello della musica oggi), assolutamente artefatto, che mira al profitto attraverso la facile melodia, intrisa di un romanticismo da scuola media e di un senso dell'esistenza medio, comune, proletario, ascoltare Nick Cave è roba per pochi eletti, credete me........Prendete per mano "From her to eternity" o "The first born is dead", e la prima cosa che vi chiederete è  "Ma questo è malato?". Sbagliato...E' profondamente viscerale, una musica che striscia in modo meschino e lorcio, fatta di mostri che diventano forme musicali...
Tuttavia partire da questi album per avvicinarsi a Cave è errato, meglio andare gradualmente.
Vi consiglierei "Henry's dReams", album mozzafiato, fatto di ballate sporche ed irresistibili, un decadentismo eroico su sonorità molto americane, facile rispetto ad altri lavori di Cave ma non per questo banale. O ancora meglio cominciate da "Murder Ballads", album simbolo delle suono di Cave, diciamo un compromesso tra "The first born is dead" e "Henry's dream". 
Anzi direi ancora meglio, cominciate da "Abbatoir blues/The lyre of Orpheus" , uno dei suoi ultimi lavori, un doppio lavoro poetico e notturno, in cui la facilità di ascolto della ballata si sposa col tipico tocco decadente di Cave, col suo carisma unico e coivolgente....
Lasciate decisamente perdere Cave se siete amanti delle facili melodie, del suono pulito, di quella musica che sublima e ricerca la forma.  Qui infatti c'è solo sporcizia, c'è puzzo e un uomo che appena si intravede nella penombra. Ma il lorciume puo diventare poesia?Pare proprio di si... 




permalink | inviato da giorusselli il 31/8/2008 alle 12:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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